Il coinvolgimento gastro-enterologico

Le manifestazioni gastrointestinali sono estremamente diffuse tra i pazienti con malattia di Fabry e compaiono molto precocemente. Sebbene non siano generalmente pericolose per la sopravvivenza, incidono fortemente sulla qualità di vita e potrebbero anche fungere da campanello di allarme per facilitare una diagnosi precoce della malattia.

Quale è la causa di questi sintomi?

I sintomi sono dovuti ad una riduzione della motilità di tutto il canale digerente, dovuto all’accumulo del glicolipide globotriaosilceramide nel sistema nervoso del tratto gastoenterico così come nella muscolatura liscia. Ne consegue un rallentato svuotamento dello stomaco e dell’intestino ed una incrementata incidenza della malattia diverticolare. Nello stesso tempo, il rallentato transito del cibo determina una eccessiva crescita di batteri intestinali (SIBO) che a loro volta amplificano i sintomi caratteristici. Tale fenomeno è, inoltre, causato anche dal concomitante deficit immunitario, tipico dei pazienti con malattia di Fabry, che li predispone anche ad acquisire le infezioni batteriche tra le quali quella da H. pylori.

Quali sono i sintomi gastrointestinali? 

Tra i sintomi maggiormente rappresentati vi è la diarrea, spesso associata a dolori addominali di tipo crampiforme con elevata produzione di gas. Solitamente, le feci sono riferite molli o semisolide, prive di muco e di sangue. Inoltre, tali sintomi assumono spesso un andamento alterno confondendosi con quelli tipici della sindrome dell’intestino irritabile (IBS). L’abbondante quantità di gas intestinale è, inoltre, responsabile sia del gonfiore addominale che del dolore addominale.  A livello gastrico, invece, uno dei sintomi maggiormente rappresentati è il dolore epigastrico e la nausea, frequentemente associati ai sintomi caratteristici del reflusso gastroesofageo. Spesso coesiste l’infezione da H. pylori che può essere causa di gastrite ed ulcera gastrica e duodenale. Il problema principale da affrontare è l’aspecificità, almeno iniziale, di questi sintomi che tendono a confondersi con quelli dell’IBS; ciò può portare al ritardo della diagnosi della malattia di Fabry anche per diversi anni.

A che età compaiono questi sintomi?

Caratteristicamente, i sintomi gastrointestinali compaiono maggiormente in età pediatrica, con una maggiore prevalenza del dolore addominale rispetto alla diarrea e con una maggiore occorrenza nel sesso femminile.

Quali possono essere le conseguenze?

Come già accennato precedentemente non si tratta di sintomi pericolosi per la vita ma si possono comunque avere delle conseguenze a lungo termine, Aldilà della possibilità di sviluppo dell’ulcera gastrica e duodenale, se vi è la concomitante presenza dell’infezione da H. pylori, vi può essere la possibilità di una riduzione dell’indice di massa corporea. Ciò può dipendere sia dalla molto precoce acquisizione dell’infezione da H. pylori che dalla concomitante presenza della SIBO. Si crea, pertanto, una vera e propria sindrome da malassorbimento che coinvolge vari micronutrienti, tra i quali ricordiamo il ferro, la vitamina B12, la C la E così come lo zinco.
Vi è anche un malassorbimento per gli zuccheri semplici, con particolare riguardo al lattosio. Il paziente tende, così, ad eliminare latte e latticini, riducendo fortemente l’apporto di calcio con conseguente aumentata incidenza di osteoporosi. Il tutto può, infine, ripercuotersi anche sul sistema ormonale che regola l’appetito e l’accrescimento, costituito dalla leptina e ghrelina, con tutte le conseguenze sopra riportate.

Che tipo di accertamenti fare?

Sicuramente occorrerà ricercare l’infezione da H. pylori tramite l’Urea-Breath-Test o test fecale. Per la diagnosi di SIBO, invece, sarà opportuno eseguire il Breath-Test al lattulosio e/o glucosio. Si consiglia, inoltre, l’esecuzione del test di permeabilità intestinale e l’esclusione di altre patologie gastrointestinali, quali ad esempio il morbo di Crohn, qualora concomiti un severo malassorbimento. In tal caso è utile eseguire una colonscopia totale con concomitante valutazione dell’ultima ansa ileale.

Quale terapia?

Il cardine è sicuramente rappresentato dalla terapia sostitutiva con -galattosidasi A, la quale determina sempre un marcato miglioramento dei sintomi gastrointestinali. Ovviamente, qualora si riscontri l’infezione da H. pylori, questa va opportunamente trattata così come la SIBO. Entrambe tali patologie, possono, infatti incrementare l’espressività dei sintomi gastrointestinali.  


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A cura del dott. Francesco Franceschi
membro del comitato scientifico AIAF